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Chi non risica, non rosica: l’arte della gestione del rischio

Nel mondo del business, il detto “Chi non risica, non rosica” incarna la filosofia di coloro che, di fronte all’incertezza, scelgono di agire piuttosto che rimanere a guardare gli altri primeggiare.

Tuttavia, il coraggio di prendere iniziative non si basa semplicemente sull’accettare passivamente le conseguenze delle scelte fatte; al contrario, richiede lo sviluppo di competenze complesse nella gestione del rischio, nella creatività, nell’innovazione, nella conduzione di progetti e nella presa di responsabilità delle proprie decisioni.

Il successo in questi ambiti dipende dalla capacità di anticipare, valutare le circostanze che si presentano, le opzioni disponibili e i rischi di fallimento.
Gestire i rischi significa esserne consapevoli e trasformarli in opportunità.

Di seguito alcuni consigli utili a migliorare la propria capacità di gestione del rischio.

1- Sviluppare la capacità di prendere iniziative


Il primo passo verso una gestione efficace del rischio è essere propenso a prendere iniziative.
Questo richiede un mindset proattivo, il coraggio e l’ottimismo utili a provare a realizzare nuovi progetti.

Chi ha uno spirito imprenditoriale, o propenso al rischio, non solo riconosce le potenziali minacce e i limiti delle proprie azioni, ma anche le potenziali conseguenze e opportunità nascoste dietro ad esse. 

La capacità di intraprendere azioni innovative di fronte all’incertezza distingue i leader visionari dagli esecutori passivi.

2- Rafforzare la creatività e l’innovazione


La gestione del rischio si rivela essere un terreno fertile per la creatività e l’innovazione.

In un mondo aziendale imprevedibile e in continuo cambiamento, metodi e strategie consolidate spesso non bastano più.
La capacità di abbracciare un pensiero creativo nel processo di gestione del rischio diventa quindi un elemento distintivo per le aziende che desiderano non solo sopravvivere, ma prosperare.

L’applicazione di tecniche creative, come il brainstorming o il pensiero laterale, può portare alla luce rischi che altrimenti rimarrebbero inosservati. 
Una volta identificati, questi rischi possono essere trasformati in opportunità di crescita e innovazione.

Ad esempio, diversificare l’offerta di prodotti può proteggere un’azienda dalla volatilità di specifici mercati. Allo stesso modo, l’adozione di nuove tecnologie può migliorare l’efficienza operativa e ridurre i costi, diminuendo così la vulnerabilità aziendale.
Così come la lungimiranza nell’ assumere un approccio collaborativo, di networking nella competizione sta diventando sempre più un asso da giocare per raggiungere obiettivi più ambiziosi.
Una delle sfide per le imprese oggigiorno è riuscire a essere sostenibili sul lungo periodo e l’unico modo per farlo è cooperare.

Inoltre, la creatività nella gestione del rischio spesso implica la sperimentazione di soluzioni innovative attraverso processi di prototipazione rapida e test.
Questo approccio, tipico dell’innovazione, permette di “fallire in piccolo”, apprendendo dai risultati e adattando le strategie prima di un lancio su larga scala.

3- Gestire proattivamente i progetti


La gestione efficace dei progetti implica la capacità di anticipare i potenziali problemi e di implementare soluzioni preventive.
Questo richiede una pianificazione dettagliata, un’analisi accurata dei rischi e la flessibilità di adattarsi a circostanze in continuo cambiamento.
I manager di un progetto di successo sono coloro che possono navigare nell’incertezza mantenendo al contempo il controllo sui risultati, sono coloro che prendono decisioni sulla base di rischi calcolati.

4- Assumersi la responsabilità con consapevolezza


Assumersi la responsabilità in situazioni rischiose richiede coraggio e integrità

Coraggio inteso non tanto come assenza di paura, ma quanto come capacità di procedere nonostante essa.
Significa essere disposti a fare scelte difficili, che possono comportare il rischio di fallimento, la possibilità di esiti negativi per sé stessi o per l’organizzazione, stando fermi sulle proprie decisioni e, quando necessario, imparando dai propri errori.

Il leader consapevole del rischio accetta questo peso guidato dalla chiarezza degli obiettivi da perseguire e dai valori da difendere.

L’integrità, invece, si manifesta nel modo in cui le decisioni vengono prese e comunicate.
Un leader integro è trasparente sulle motivazioni che stanno dietro alle proprie scelte, condivide apertamente le possibili implicazioni con le parti interessate, dando una visione realistica degli  effetti negativi che tali decisioni potrebbero comportare.
Essere integri implica anche impegnarsi nell’ assicurarsi che il carico del rischio e i benefici delle opportunità siano distribuiti in modo equo tra tutti gli attori.

Un aspetto fondamentale dell’assumersi la responsabilità in situazioni di rischio è anche la disponibilità ad ammettere e apprendere dai propri errori.

La resilienza si misura non solo nella capacità di resistere agli insuccessi, ma anche nella volontà di trarne insegnamenti preziosi. 

Questa apertura all’apprendimento trasforma gli errori da ostacoli a gradini verso la crescita professionale e personale, contribuendo a costruire un ambiente in cui il rischio viene percepito come un’opportunità di crescita piuttosto che un pericolo da evitare a ogni costo.

5- Ricorrere al supporto di un professionista, se necessario


Un coach, specialmente nel contesto del business e del life coaching, può offrire un supporto prezioso per destreggiarsi attraverso l’incertezza, migliorando la capacità individuale e collettiva di prendere decisioni basate su rischi calcolati.
Come? Attraverso:

  • Sviluppo del mindset: aiutando a coltivare un atteggiamento proattivo e resiliente di fronte al rischio.
  • Potenziamento delle capacità analitiche: fornendo strumenti e tecniche per una migliore valutazione e gestione dei rischi.
  • Promozione dell’innovazione: incoraggiando il pensiero creativo e l’esplorazione di nuove idee.
  • Supporto nella presa di decisioni: guidando nel processo decisionale per assicurare che i rischi siano calcolati e che le scelte siano allineate con gli obiettivi a lungo termine.
  • Rafforzamento delle competenze di leadership: aiutando a rafforzare le competenze necessarie a essere d’esempio, motivare i team e rassicurare e guidare attraverso l’incertezza con fiducia e ottimismo.

Regina tra le soft skill


Possiamo quindi affermare che al cuore della gestione del rischio c’è la capacità di identificare, valutare e controllare i rischi prima che diventino problematici.
Ciò include analizzare i possibili scenari, assegnare una percentuale di probabilità ai vari esiti e preparare dei piani d’azione strategici.

Attraverso una gestione del rischio efficace, le aziende possono non solo prevenire perdite, ma anche identificare e capitalizzare tutte quelle opportunità che altrimenti sarebbero state perse.

La capacità di gestire i rischi diventa quindi una competenza chiave per chiunque voglia intraprendere e avere successo nel proprio business.

 Si tratta di mettersi in giococercare di emergere all’interno di un mercato altamente competitivo e  sviluppare una comprensione profonda e un controllo efficace dei rischi.
Solo così sarà possibile abbracciare le iniziative creative e innovative necessarie per spingere un’azienda ad essere vincente, competitività e performante nel mercato.

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