Procrastinazione e Creatività: nemiche o alleate? C’è una relazione tra la tendenza a rimandare e la creatività? 

Procrastinazione e Creatività: nemiche o alleate?

C’è una relazione tra procrastinazione e creatività? 

Tradizionalmente, la tendenza a procrastinare è vista come un ostacolo alla produttività, mentre la creatività è inneggiata come forza propulsiva dell’innovazione e dell’espressione personale.
Tuttavia, questi due concetti sono più interrelati di quanto comunemente si pensi.

Procrastinare: un blocco o uno stimolo creativo?


Il più delle volte, il rimandare per le lunghe un’azione è considerato un ritardo volontario nell’iniziare o completare un compito.
Viene percepito come un’abitudine negativa da correggere perché ostacola una performance efficace.
Tanto che, chi procrastina si ritrova spesso pervaso da sensi di colpa, ansia e inadeguatezza.
In realtà, in alcuni casi, questa tendenza può essere un catalizzatore per la creatività.
Quando si rimanda qualcosa infatti, il nostro cervello continua a lavorare ed elaborare soluzioni al problema o al compito in background, spesso portando a soluzioni creative e innovative che nel preciso istante in cui ci vengono richieste magari non troviamo.

Procrastinazione positiva


La cosiddetta “procrastinazione positiva” si verifica quando il rinvio del lavoro su un progetto porta a una maggiore creatività e a soluzioni migliori.
In questo caso non si tratta di un semplice ozio, ma di un periodo di incubazione e riflessione durante il quale le idee possono maturare e svilupparsi senza un’eccessiva pressione da prestazione.

Persone creative come artisti, scrittori e inventori hanno spesso sfruttato questo tempo apparentemente non produttivo per sviluppare idee più profonde e originali.

Sicuramente la chiave per sfruttare i benefici di questa procrastinazione positiva, senza cadere nelle sue trappole e evitare che si trasformi in stasi improduttive, è gestirla in un modo efficace.
È importante impostare obiettivi SMART, specifici, misurabili, accessibili, realistici e raggiungibili in tempi definiti. 

È utile concedersi periodi di riflessione consapevole e mantenere un equilibrio tra il tempo dedicato al pensiero creativo e l’esecuzione effettiva dei compiti.
Il tempo per “incubare” le idee, per lasciare spazio alla creatività non deve trasformarsi in un’abitudine, in una scusa per posticipare sistematicamente delle responsabilità.

Procrastinazione negativa: limiti e pericoli


Nonostante i potenziali benefici, è importante ricordare e riconoscere i limiti e i pericoli della procrastinazione che, se diventa cronica, provoca stress e una diminuzione della qualità e della performance nel lavoro diventando un ostacolo alla realizzazione personale e professionale.
Spesso accade che i “procrastinatori incalliti”, senza rendersene pienamente conto, attribuiscano il loro comportamento a una mancanza di tempo o risorse.
È essenziale identificare le situazioni in cui si tende a rimandare e comprenderne le ragioni sottostanti, che possono variare dalla paura del fallimento alla mancanza di interesse per il compito stesso o alla carenza di competenze

Coaching e Procrastinazione


La tendenza a procrastinare in modo improduttivo è spesso argomento di un percorso di Coaching.
Un coach può, infatti, affiancare nel:

  1. Identificare il tipo di procrastinazione: aiutare a distinguere se all’origine del nostro “rimandare” ci sia una tendenza dannosa che ostacola la crescita o se si tratti di una modalità cognitiva creativa e produttiva, utile al successo personale. 
  2. Gestire tempo e priorità: un coach facilita la ricerca di strumenti e tecniche per bilanciare efficacemente il tempo dedicato alla riflessione creativa e il tempo dedicato all’azione.
  3. Superare i blocchi emotivi: la procrastinazione spesso nasce da blocchi creativi o da paure come il timore del fallimento. Un coach aiuta a identificare e superare questi ostacoli, incoraggiando un flusso creativo più libero e meno inibito.
  4. Stabilire obiettivi realistici: parte della difficoltà legate alla procrastinazione nascono dall’incapacità di stabilire obiettivi chiari e realizzabili. Un coach stimola a definire obiettivi raggiungibili, rendendo il processo creativo più strutturato e meno soggetto a rinvii.
  5. Sviluppo della disciplina personale: anche i più creativi hanno bisogno di un po’ di disciplina per concretizzare le idee e non perdersi in mondi astratti. Un coach supporta lo sviluppo dell’impegno necessario per lavorare in modo produttivo, bilanciando libertà creativa e responsabilità.
  6. Supporto emotivo e motivazionale: la procrastinazione è spesso accompagnata da sensi di colpa, stress e frustrazione. Il Coaching accelera processi decisionali e facilita il passaggio all’azione attraverso un percorso virtuoso che mantiene alto il morale e la motivazione e rinforza l’autostima.
  7. Fornire nuove prospettive: per spezzare il ciclo della procrastinazione serve una nuova visione della realtà. Un coach offre domande che ampliano prospettive e aiutano a vedere i problemi e le soluzioni da angoli diversi.

Conclusione


Procrastinazione e creatività possono quindi essere sia nemiche sia alleate, a seconda di come vengono gestite.
Prendersi del tempo e lo spazio necessario per sviluppare idee creative, può consentire di mantenere un’ottima produttività e avanzare nella propria vita.
È essenziale, magari anche grazie all’aiuto di un coach, raggiungere quel delicato equilibrio per bilanciare il tempo della riflessione con la produttività creativa. 
Con l’approccio giusto, è possibile rispettare l’attitudine personale di alcuni individui e valorizzarne le caratteristiche, per ottenere risultati personali e professionali più ricchi e soddisfacenti.

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