Come gestire relazioni tossiche sul lavoro e nella vita privata

Come gestire relazioni tossiche sul lavoro e nella vita privata

Essere in grado di gestire relazioni tossiche sia sul lavoro sia nella vita privata è fondamentale per il nostro benessere emotivo e per salvaguardare la nostra qualità di vita.

Non sempre il processo che ci porta a raggiungere questo obiettivo è semplice, anzi è spesso complesso e impegnativo.
Richiede lo sviluppo di capacità personali e interpersonali.
Richiede il supporto di altre persone che ci aiutino a inquadrare la situazione in modo più chiaro e imparziale. Che siano in grado di darci il sostegno emotivo necessario ad affrontare il problema, soprattutto quando la situazione diventa insostenibile o ci si sente sopraffatti dagli eventi.

Esempi di relazioni tossiche


Un esempio di relazione tossica, che può intaccare la vita personale e professionale di ciascuno di noi, è quella che si può instaurare con persone affette dalla sindrome della “Cenerentola rancorosa”.
Persone che a seguito di torti subiti o di delusioni personali o professionali assumono il ruolo di vittime e covano sentimenti distruttivi come l’invidia e la gelosia.

Queste persone hanno spesso un atteggiamento di astio e rancore verso chi le circonda e una visione parziale e soggettiva della realtà che le porta, se si confrontano con qualcuno, a farlo in modo persuasivo solo per cercare alleanze poco produttive.
Semplici affermazioni o piccole dimenticanze diventano per loro “prove” che rinforzano vecchi rancori e alimentano atteggiamenti difensivi verso chi le circonda, alibi per contrattaccare. 

La presenza di queste persone all’interno di un ambiente lavorativo o familiare è deleteria.

Le prime avvisaglie di chi soffre della sindrome della “Cenerentola rancorosa” sono tensioni interiori, senso di incomprensione, scatti di ira, peggioramento delle relazioni interpersonali e un calo dell’energia vitale che a lungo andare logora mente e corpo.
Prendere coscienza dell’esistenza di questa sindrome ed essere in grado di riconoscerla prima che il danno sia irreversibile è fondamentale.

In azienda altre situazioni che possono creare a contribuire un ambiente di lavoro tossico sono: 

  • comunicazione negativa – un ambiente caratterizzato da una comunicazione malsana, che comprende insulti, linguaggio offensivo, critiche costanti o umiliazioni di fronte a capi e colleghi
  • leadership tossica – manager autoritari, manipolatori, che non forniscono un sostegno adeguato o che abusano della loro posizione di potere
  • competizione eccessiva – una cultura aziendale che promuove la competizione sfrenata in cui i dipendenti sono costantemente messi l’uno contro l’altro e vengono premiati solo per i loro risultati individuali
  • bullismo o mobbing – situazioni in cui i dipendenti sono oggetto di bullismo, isolamento, minacce costanti da parte di colleghi o di superiori
  • mancanza di equilibrio tra vita lavorativa e personale – un ambiente che mette continuamente sotto pressione i dipendenti, li obbliga a fare straordinari o a mettere il lavoro al di sopra della salute e del benessere personale.

L’efficacia del coaching


Il coaching può aiutare a gestire tutte queste situazioni che minano la bontà di un ambiente lavorativo e le nostre relazioni personali e professionali.

Ecco alcuni suggerimenti utili:

  1. Riconoscere il problema: l’autoconsapevolezza ci aiuta a essere onesti con noi stessi e a valutare se la relazione è genuinamente dannosa per noi. Ci permette di riconoscere i modelli di comportamento negativi o dannosi che si verificano nella relazione.
  2. Impostare limiti sani: stabilire confini chiari e comunicarli in modo assertivo alle persone coinvolte nella relazione. Far capire quali comportamenti accettiamo, e quali non, e quali saranno le conseguenze se i limiti imposti non verranno rispettati. Importante è proteggere la nostra salute mentale e fisica.
  3. Comunicare in modo efficace: comunicare apertamente i nostri sentimenti, preoccupazioni e bisogni alle persone coinvolte. Essere assertivi, calmi e chiari cercando di non far sentire l’altra persona colpevole o attaccata.
  4. Cercare il confronto: parlare con amici, familiari o colleghi di lavoro di cui ci fidiamo della situazione, per ottenere un punto di vista esterno e ricevere supporto emotivo.
  5. Prendersi cura di noi stessi: fare attenzione al nostro benessere emotivo e fisico. Investire tempo in attività che ci fanno sentire bene. Può essere indicata anche la Mindfulness, per far scivolare via i pensieri negativi, le tensioni accumulate e i sentimenti di malanimo.
  6. Valutare l’opportunità di allontanarsi: in alcuni casi, potrebbe essere necessario prendere in considerazione l’allontanamento dalla relazione tossica. 

In un contesto lavorativo il Coaching consente di prevenire e gestire relazioni tossiche, accelera e potenzia i processi organizzativi e relazionali per favorire il benessere psico-fisico delle persone.

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