C’è ancora chi considera l’introversione un fattore limitante. In realtà ci sono molti aspetti positivi che gli introversi portano al tavolo. 

La forza dell’introversione

C’è ancora chi considera l’introversione un fattore limitante.
Forse perché l’immagine più diffusa dell’individuo di successo dal punto di vista professionale è ancora spesso associata a persone che si contraddistinguono per tratti caratteriali come l’estroversione, la spiccata socialità, l’assertività o la leadership carismatica. 

Ma sono veramente queste le determinanti del successo di un individuo?

La realtà dei fatti dimostra come anzi molti personaggi noti nella storia tra artisti, imprenditori, oratori, scienziati, politici, autori siano, o fossero, degli introversi. 
Un esempio, tra questi: James Dean, Audrey Hepburn, Ghandi, Bill Gates, Susan Cain, Barack Obama e molti altri.

Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che gli introversi possono avere successo nella loro vita professionale, tanto quanto gli estroversi, se non di più.
Uno studio condotto da Adam Grant, professore di psicologia organizzativa alla Wharton School dell’Università della Pennsylvania, ha rilevato, infatti, che gli introversi possono essere altrettanto efficaci degli estroversi come leader. Soprattutto quando si tratta di guidare team altamente qualificati e motivati.

La vera faccia dell’introversione


L’introversione può diventare una caratteristica vincente da valorizzare, la rappresentazione di una diversa modalità di interazione sociale e di approccio al mondo. 
Mentre gli estroversi hanno bisogno di stimoli costanti e di stare in mezzo alla gente per sentirsi vivi, gli introversi si sentono più vivi, stimolati e tranquilli quando sono fuori dagli ambienti o situazioni caotiche. Nel loro mondo interiore, riflettono, trovano domande e buone risposte.

Nel mondo del lavoro sta ai manager, agli imprenditori, o semplicemente ai colleghi, sapere valorizzare l’attitudine di ciascun individuo, introverso o meno, affinché si trovi nelle condizioni di massimizzare al massimo il suo potenziale.

Introversi e mondo del lavoro


Essere un introverso nel mondo del lavoro può sembrare un ostacolo a prima vista, ma in realtà ci sono molti aspetti positivi che gli introversi portano al tavolo

Lo sanno bene i coach quando hanno l’occasione di lavorare con persone introverse.
Il coaching valorizza alcune caratteristiche e consente di trasformarle in tecniche e strategie vincenti:

  1. Capacità di ascolto attivo: gli introversi tendenzialmente si distinguono nell’essere degli ottimi ascoltatori. Prestano attenzione ai dettagli e colgono le sfumature in modo efficace.
    Il coaching facilita gli introversi ad adattare tali capacità in modo funzionale nella comunicazione con i clienti o i colleghi.
  2. Educazione ed esperienza: gli introversi tendono a dedicare tempo all’apprendimento indipendente e alla ricerca personale. Questo può portarli ad una conoscenza e competenza approfondite in un particolare argomento o settore. Preziosa è la condivisione della loro expertise con colleghi o potenziali datori di lavoro.
  3. Riflessione e pensiero critico: gli introversi sono spesso pensatori profondi e riflessivi. Sono abili nel valutare i problemi da diverse prospettive e nel fornire soluzioni ben ponderate. Questa capacità di mettere in discussione lo status quo e di analizzare i dettagli può essere un’abilità molto preziosa in molte professioni, come per esempio la consulenza strategica o la ricerca scientifica o per la stessa professione di coach.
  4. Auto-riflessione e auto-gestione: gli introversi tendono anche a trarre energia e ricaricarsi concedendosi momenti di solitudine e di riflessione.
    Questa capacità di auto-gestione può essere molto utile per mantenere ritmi equilibrati tra lavoro e tempo libero che si traduce in una maggior produttività nel mondo del lavoro.
    Il coaching può agevolare gli introversi nello sviluppare strategie personali per gestire i momenti di stress, mantenere la motivazione e trovare il modo per prendersi del tempo per sé stessi.  Ciò contribuisce a evitare burnout o malessere all’interno degli ambienti di lavoro.
  5. Relazioni profonde e autentiche: gli introversi hanno spesso un gruppo ristretto di amici intimi e tendono a concentrarsi su relazioni di qualità piuttosto che sulla quantità delle amicizie.
    Questa abilità di creare relazioni profonde e autentiche può essere estremamente preziosa nel mondo del lavoro, sia con i colleghi che con i clienti.
    Il coaching in questo caso è una leva utile per sviluppare una leadership in grado di creare connessioni significative nel contesto lavorativo anche con i collaboratori. A tal fine utile è pianificare spazi di condivisione delle idee in gruppo e di approfondimento individuali.

Conclusione


In conclusione, essere un introverso nel mondo del lavoro può offrire una varietà di vantaggi, se gestiti e valorizzati. 
I coach sanno che un cliente introverso racchiude abilità non sempre evidenti, che gradualmente trovano la via verso la realizzazione.
Specialmente in ambienti lavorativi disegnati per estroversi, il coaching aiuta ad acquisire consapevolezza delle proprie forze.

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