Life Coach Italy - Il senso perduto della gentilezza

Il senso perduto della gentilezza

Nel libro per bambini “Il piccolo libro della gentilezza” di Geronimo Stilton vengono posti ai piccoli lettori due quesiti interessanti: 

  1. “Che cos’è la gentilezza?”
  2. “Come si riconoscono i tipi, anzi i topi, gentili?”

Ebbene, due domande apparentemente semplici, ma per nulla scontate. 
Quanti di noi riescono agevolmente a definire la gentilezza?
Quanti la sentono un valore umano ancora diffuso? 

Nel libro vengono date alle domande queste due definizioni:

  1. ”la qualità d’animo di chi prova sempre a tendere una zampa agli altri, aiutandoli e sostenendoli anche quando è impegnativo”
  2. “un tipo, anzi un topo, gentile è disponibile ed educato anche quando è stanco, indaffarato oppure…un po’ arrabbiato”

Quanti di noi si rivedono in quest’ultima descrizione?
Riusciamo tutti ad essere gentili in queste situazioni?
Nei contesti lavorativi, in particolare, quanto questo valore umano è ancora custodito e diffuso?

La gentilezza: una risorsa sottovalutata


In realtà, la gentilezza, quel valore umano fondamentale che incarna la capacità di essere premurosi, empatici e generosi verso gli altri, sembra troppo spesso relegata in secondo piano in molti ambiti della nostra vita, compreso il mondo del lavoro.

Nonostante la sua importanza per costruire rapporti interpersonali solidi e ambienti positivi, la gentilezza sembra essere una qualità che, nei contesti aziendali, rischia di essere dimenticata, soffocata dai ritmi frenetici, dalle scadenze impossibili, dalle pressioni per la performance e da una cultura lavorativa che talvolta premia l’individualismo a scapito della collaborazione e del benessere collettivo.

Negli ultimi anni, la ricerca nel campo della psicologia organizzativa ha iniziato però ad evidenziare l’importanza della gentilezza nei luoghi di lavoro.
Studi hanno dimostrato come ambienti lavorativi caratterizzati da un alto livello di gentilezza non solo migliorano il benessere dei dipendenti, ma aumentano anche la produttività, la collaborazione e possono essere un fattore predittivo di felicità maggiore rispetto al reddito.

Un’indagine condotta nel 2023 da Kindness.org su vari settori, che includeva 1.365 partecipanti da sei aziende diverse, ha rivelato, infatti, che nei partecipanti di aziende in cui il livello di gentilezza era generalmente alto, ci fosse una maggiore propensione ad agire con gentilezza nei confronti di colleghi e superiori.
Inoltre, è emerso come la gentilezza verso il proprio capo fosse il miglior predittore di felicità sul lavoro.
Ciò suggerisce come esperimenti di gentilezza in aziende dalle dinamiche complesse, potrebbero sbloccare potenziali cooperativi e collaborativi inespressi.

Essere gentili contribuisce a creare un senso di sicurezza, fiducia tra colleghi e relazioni interpersonali positive, elementi essenziali per favorire creatività e innovazione.

La sfida dei tempi moderni


Nonostante queste evidenze, la realtà quotidiana di molte aziende riflette una situazione molto diversa.
I ritmi di lavoro intensi e la competizione per il successo professionale spingono spesso la gentilezza ai margini.
La si considera più un lusso che una necessità.
Non è inusuale che in molti ambienti lavorativi che definiremmo “tossici”, non ci sia alcun terreno fecondo per la gentilezza, anzi questa lascia il posto alla critica distruttiva, al mobbing o alla mancanza di supporto tra colleghi. 

Come fare ad uscire da questa situazione?

Come reintegrare la gentilezza in azienda


Per reintegrare la gentilezza come valore centrale all’interno delle aziende, è necessario un cambiamento culturale che parta dai vertici e si diffonda in tutta l’organizzazione.
I leader dovrebbero essere i primi a dare l’esempio, promuovendo attivamente pratiche di gentilezza, riconoscendo e premiando i comportamenti che riflettono questo valore.
Inoltre, la formazione sul posto di lavoro potrebbe giocare un ruolo cruciale nell’educare i dipendenti sull’importanza della gentilezza, fornendo strumenti pratici per integrarla nel quotidiano, anche attraverso l’aiuto di un coach.
Di seguito alcuni suggerimenti:

  1. Workshop e sessioni di formazione
    Organizzare workshop e sessioni di formazione dedicate alla gentilezza, alla comunicazione empatica e alla costruzione di relazioni positive sul posto di lavoro.
    Questi incontri potrebbero includere esercizi di role-playing, case history e attività di gruppo che enfatizzino l’importanza dell’ascolto attivo, del dare e ricevere feedback costruttivi e del riconoscimento delle emozioni altrui.
  2. Programmi di Mentorship
    Creare programmi di mentorship che incoraggino i dipendenti più esperti a guidare i meno esperti con un approccio basato sulla gentilezza e sul supporto.
    Questo non solo aiuterebbe i nuovi arrivati a integrarsi più facilmente, ma promuoverebbe anche un ambiente di lavoro inclusivo e solidale.
  3. Riconoscimento pubblico
    Implementare sistemi di riconoscimento per premiare i comportamenti gentili sul posto di lavoro.
    Ad esempio, l’istituzione di premi per “l’atto di gentilezza del mese” o menzioni speciali nelle riunioni di team. Riconoscere pubblicamente gli atti di gentilezza rinforzerebbe positivamente tali comportamenti e incentiverebbe gli altri a emularli.
  4. Politiche di feedback positivo
    Incoraggiare un feedback positivo e costruttivo, equilibrando le critiche con il riconoscimento dei risultati. Guidare i leader e i manager sul come fornire feedback in modo che stimolino la crescita senza demotivare.
  5. Spazi di ascolto
    Creare dei momenti/spazi in cui i dipendenti possano esprimere preoccupazioni, idee o problemi senza timore di giudizio (incontri one-on-one, sessioni di ascolto di gruppo… ). 
    L’obiettivo è promuovere un ambiente in cui tutti si sentano ascoltati e valorizzati.
  6. Attività di Team Building basate sulla gentilezza
    Organizzare regolarmente attività di team building che sottolineino la cooperazione, il supporto reciproco e la gentilezza. 
  7. Sessioni di coaching o di mindfulness 
    Organizzare sessioni di coaching o corsi di mindfulness, gestione dello stress e benessere per aiutare i dipendenti a sviluppare la consapevolezza di sé e l’empatia verso gli altri.
  8. Comunicazioni interna positiva
    Promuovere una comunicazione interna che rifletta valori di gentilezza, rispetto e inclusione (newsletter aziendali, o piattaforme interne dove si condividono storie di successo, si celebrano le diversità e si promuovono iniziative gentili).
  9. Leadership gentile
    Formare i leader affinché siano d’esempio, mostrando loro come le loro azioni e il loro stile di comunicazione influenzano direttamente la cultura aziendale.
    Leader che praticano la gentilezza nel loro comportamento quotidiano ispirano i loro team a fare altrettanto.

Incorporando questi strumenti nella cultura aziendale, le organizzazioni possono realizzare un cambiamento positivo, dove la gentilezza diventa una prassi standard piuttosto che un’eccezione. 

Conclusione: la gentilezza un valore imprescindibile per il successo aziendale


La gentilezza non è solo un valore morale, ma una competenza interpersonale che può portare benefici tangibili all’interno delle aziende.
Creare un ambiente lavorativo in cui essa è valorizzata e praticata può aiutare a costruire team più coesi, aumentare la soddisfazione e la fedeltà dei dipendenti, e migliorare le performance aziendali.
Riscoprire il valore della gentilezza può essere la chiave per costruire organizzazioni più umane, resilienti e competitive e questa è una mission di Life Coach Italy.

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