RICONOSCERE IL SOGNO

Riconoscere il sogno: che cosa frena la piena realizzazione personale?
Come mai  certi individui trovano la loro strada e la piena espressione del loro potenziale,  mentre altre sono destinate a non trovarsi mai? E’ una questione di intelligenza? Paura? Pigrizia? Personalità?  Che cosa frena la piena realizzazione? La paura (ostacolo solo interiore), la pigrizia (altro freno limitante), la personalità (intesa some struttura portante di potenzialità da rispettare e facilitare) se non viene riconosciuta.  …  Il vero io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te”, dice Paulo Coelho, un inno a volersi riappropriare della parte più vera, più essenziale di ciascuno di noi… Il caso di Sandra e le domande chiave…

Riconoscere il sogno: nel lavoro, che cosa frena la piena realizzazione personale?

Sandra ha 35 anni  e sente un disperato bisogno di risposte sul tema della realizzazione personale. Mi chiede “Come mai  certi individui trovano la loro strada e la piena espressione del loro potenziale,  mentre altre sono destinate a non trovarsi mai. E’ una questione di intelligenza? Paura? Pigrizia? Personalità?” e continua “ Io alla mia età, con una buona laurea, esperienza all’estero e un fondamentale spirito artistico che non ho mai fatto conciliare con i lavori d’ufficio in cui mi sono sempre infilata, non so ancora dove sbattere la testa. Sento dentro un fuoco di rabbia per non poter dire “ce l’ho fatta, mi sento realizzata, valgo, sono finalmente…”.
Le domande di Sandra sono anche le sue risposte. Molto spesso le persone, quando si fermano a riflettere, toccano, sfiorano o colgono le loro verità. Sandra sente che tutti sono destinati a trovare se stessi e hanno diritto di godere della propria inestimabile unicità, ma chiedendosi perché lei stessa non ci riesce, esplora le sue possibili variabili di successo o insuccesso. E’ una questione di intelligenza da attivare,  (nel senso della capacità di leggersi dentro, di guardare avanti, riconoscere il sogno, progettare obiettivi concreti e realistici, tentare una strategia, ecc.).

Che cosa frena la piena realizzazione? La paura (ostacolo solo interiore), la pigrizia (altro freno limitante), la personalità (intesa some struttura portante di potenzialità da rispettare e facilitare) se non viene riconosciuta. Sandra ammette che non ha mai fatto conciliare la sua preparazione e vocazione con i lavori d’ufficio in cui si è sempre infilata e ora non sa ancora dove sbattere la testa. Sente dentro il fuoco e la rabbia di non poter dire “ce l’ho fatta!”. Spiega quindi a se stessa il motivo del suo disagio. Il nostro nucleo potenziante se viene trascurato, si fa sentire, urla dentro, brucia di rabbia, non tollera la frustrazione, perchè conosce le proprie possibilità realizzative. Ci invia innumerevoli e forti segnali dal profondo del nostro essere, ci fa star male finchè finalmente accade che venga preso in considerazione.
“Il vero io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te”, dice Paulo Coelho, un inno a volersi riappropriare della parte più vera, più essenziale di ciascuno di noi. Quell’energia vitale, che può svilupparsi, crescere fino a diventare “un falò” o può ridursi, trasformandosi in brace, sotto una coltre di cenere, pronta a riprendere vigore, o peggio che mai, a spegnersi definitivamente.
A volte, può essere utile cominciare ad essere tolleranti verso se stessi, a voler bene anche ai propri difetti, o ai cosiddetti limiti. E’ un punto di partenza per soffiare sulla cenere, scovando scintille da rivitalizzare.
Come sempre non ci sono ricette che vadano bene per tutti. Ognuno ha il diritto di trovare la propria, attraverso quegli ingredienti soggettivi e particolari, sapientemente calibrati, che consentono di recuperare gradualmente il piacere di guardarsi dentro e di dire con soddisfazione: ok, ci siamo, sono sulla buona strada.

Quattro semplici domande possono rappresentare un buon inizio :

  1. IN QUESTO MOMENTO DELLA MIA VITA, CHE COSA VOGLIO OTTENERE? Ilcondizionale è vietato! Quindi non: “Che cosa vorrei ottenere?”, ma concentratevi su: “Che cosa voglio ottenere?. Trovate almeno 10 obiettivi, piccoli o grandi, immediati o a lungo termine e  scrivete tutto ciò che vi viene in mente.
  2. QUALI SONO LE MIE PRIORITÀ?Rileggete le vostre mete, e individuate ciò che è più importante e urgente. Come? Ascoltandovi, cogliendo le sensazioni che provate dentro di voi mentre lo sguardo scorre sulle vostre parole. Capirete presto quali obiettivi sono prioritari e forse sono proprio quelli che sembrano irraggiungibili. Non fatevi condizionare dalla paura di non riuscire. Sentitevi CAPACI e meritevoli di ottenere tutto ciò che avete scritto. Infine, riscrivete un nuovo elenco, secondo l’ordine di priorità.
  3.  E’ VERAMENTE CIÒ CHE VOGLIO? E’ una verifica ulteriore. Un passaggio più razionale per verificare se ciò che vi siete posti come meta, risponde veramente ai vostri bisogni o è solo la risposta alle richieste di altri, per far contenti questi o quelli. State ragionando sulle vostre motivazioni profonde. Sono quelle che vi sosterranno, non dovete dimenticarle mai, sono i vostri punti fermi, anche se qualcosa andrà storto. In questo caso chiedetevi, cosa c’è da imparare da un’esperienza negativa.
  4. CHE COSA PUÒ IMPEDIRMI DI RAGGIUNGERE I MIEI OBIETTIVI?Si tratta ora di avere una visione realistica della fattibilità dei vostri obiettivi. Scoprirete che molti impedimenti sono solo il frutto di pensieri negativi, di condizionamenti mentali: “Tanto non ci riuscirò mai…”; “Figurati se potrei ottenere…”, ecc. Il più grande ostacolo alla riuscita dei nostri obiettivi, siamo noi stessi, con le nostre paure e insicurezze. Scartate solo ciò che veramente vi sembra irrealizzabile e cercate di concentrare le vostre energie sulle prime posizioni della vostra lista.

Queste o altre domande, possono far esplodere nuovamente la voglia di vivere e di seguire la strada che ci appartiene di diritto.

Giovanna Giuffredi

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