L’INNER GAME: IL GIOCO INTERIORE

Il gioco interiore è una macchia d’olio che unge tutto ciò che incontra, nel bene e nel male.

Approfondimento del video pubblicato su JOB24, canale lavoro del Sole24ore.com

John McEnroe diceva che se focalizzi la meta, il tuo corpo seguirà la mente.

Un esempio che forse è captato a tutti. Vi è mai successo di andare da un punto a un altro della casa per fare qualcosa, arrivarci e non ricordare perchè avete aperto quell’armadio o il frigorifero?

Evidentemente un pensiero o un fatto ha creato una interferenza tra dall’intenzione di fare qualcosa e l’azione di farla. Ma la cosa straordinaria è che il corpo comunque ci ha portato dove volevamo andare. Se esprimiamo una intenzione, se focalizziamo un risultato e crediamo nella bontà di ciò che desideriamo, in un modo o nel’altro ci arriviamo.

Ma dobbiamo tenere a bada le interferenze, soprattutto interiori. Quelle che Tim Gallwey chiama l’Inner game, il gioco del linguaggio interiore.

Roberta era un’esperta di questa sorta di massacro personale. Mi diceva “Vorrei tanto fare carriera… ma figurati se potrò … Non sono in grado. Ho già sperimentato. Una volta mi hanno affidato un nuovo incarico, avevo un gruppo di persone da seguire che hanno cominciato a discutere. Non sono riuscita a metterle d’accordo, quindi non ho capacità relazionali, non posso essere un buon capo e non farò mai carriera.”

Dal litigio di alcune persone, la sua conclusione è stata che non potrà fare carriera. Quale è il nesso? Quale è il fondamento? Nessuno, ma il risultato è che Roberta non farà carriera solo perchè è convinta che non può farla e quindi non farà nulla per andare in quella direzione.

Il gioco interiore è una macchia d’olio che unge tutto ciò che incontra, nel bene e nel male.

Un buon allenamento è puntare la mente sul risultato, su ciò che veramente si desidera, sui fatti, sui comportamenti utili per raggiungere una meta, scrollandosi di dosso convinzioni limitanti senza fondamento reale e… puntare l’attenzione sui singoli passi in quella direzione.

Giovanna Giuffredi

Tratto da: Coaching Time

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