INTERVISTA A PAOLO IACCI. LA FILOSOFIA DEL PARCHEGGIO

Paolo Iacci è attualmente docente presso l’Università Liuc di Castellanza e consulente aziendale, dopo essere stato prima Direttore del personale e successivamente Direttore Generale di un’impresa nel settore informatico e Presidente di un’azienda nel credito al consumo. Ha recentemente pubblicato, per i tipi di Guerini, il Breviario semiserio per manager pensanti (2012)

Con il perdurare della crisi, la quota di popolazione in Italia che è insoddisfatta per propria vita, è del 64,8%. È necessario ritrovare la speranza per poter credere nel cambiamento. Da dove partire? Dalla ricerca del parcheggio sotto casa. Paolo Iacci nel suo libro La filosofia del parcheggio (LOG edizioni), a partire da una riflessione semplice e divertente, che pur poggia su studi seri e approfonditi, propone un nuovo approccio a questa realtà, attraverso una metafora di una sorprendente immediatezza: la quotidiana ricerca del parcheggio in città.

Da quali riflessioni nasce il libro “La filosofia del parcheggio”?

Se a un italiano si chiede di indicare a quale gradino della scala sociale pensa di appartenere, nella maggioranza dei casi risponderà che la sua posizione è «medio-bassa», se non «bassa».
La crisi economica degli ultimi cinque anni sta accentuando le disuguaglianze tra classi sociali e le profonde differenze territoriali. Mentre i ricchi sono sempre più ricchi e gli ultimi sono sempre più ultimi, la classe media sembra scivolare inesorabilmente. Perde la sua identità, non sa come reagire: è sotto shock. Con il perdurare della crisi, dal 2011 si segnala un deciso deterioramento della situazione.
Dal ’45 fino a pochi anni fa il futuro per ogni italiano aveva il segno positivo. Era percezione comune che tutti avrebbero migliorato il proprio tenore di vita, che i figli avrebbero ricoperto una posizione sociale migliore della loro, e così via. E in generale questo era effettivamente vero. Oggi non è più così. Soprattutto tra i giovani la speranza sta diventando un lusso.
Sarà anche per questo che l’Italia è uno dei paesi Ocse con i più bassi livelli di fiducia verso gli altri, soprattutto a confronto con paesi quali la Danimarca e la Finlandia, dove la quota di persone che esprime tale fiducia raggiunge il 60%. (dati Rapporto BES, Ocse –Istat marzo 2013).

E quale è il significato della metafora del parcheggio?

Per riuscire a mettere la propria auto al posto giusto nel momento giusto è necessario elaborarestrategie, attivare la propria creatività, agire nella realtà anziché subirla e agire senza creare disagio allacomunità. La filosofia del parcheggio richiede un atteggiamento proattivo e l’urgenza esistenziale, prima ancora che economica, del cambiamento. Insomma, bisogna guardare avanti senza avere paura.
«Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze» dice un famoso teorema di W.I. Thomas. Questo concetto è stato poi ripreso e proposto in una nuova chiave per la prima volta nel 1948 dal sociologo Robert K. Merton. Il nucleo di questa affermazione vale simbolicamente anche per il parcheggio, ma in generale nella nostra vita relazionale, sociale e professionale.

Ma è sufficiente un atteggiamento positivo considerando temi come la disoccupazione e la precarietà?

L’ottimismo da solo non può certo sconfiggere realtà drammatiche come la diffusa disoccupazione giovanile, tuttavia si può iniziare a pensare che la «sistemazione» cui aspira ognuno di noi per allontanare da sé la precarietà non può che essere una chimera. Anche qui, come nel parcheggio: ogni parcheggio che si può trovare è solo un momento di sosta per poi ripartire. Dobbiamo allora possedere le competenze necessarie per trovarlo e poi ritrovarlo di nuovo, non appena ne avremo nuovamente necessità.

Quindi quali sono le vie da percorrere?

La filosofia del parcheggio è un percorso capace di aprire la porta alla conoscenza e al cambiamento. Nostro e del mondo che ci circonda. Con coraggio, sfruttando ogni opportunità, vivendo con attenzione al “qui e ora”, evitando di cristallizzarci e modificando a seconda delle necessità il nostro comportamento quotidiano potremo trovare parcheggio, ovvero raggiungere la felicità. Il posto sotto casa non è questione di fortuna, bisogna meritarselo.

Giovanna Giuffredi

Tratto da: Coaching Time

Per condividere:

Diventa un Coach accreditato da ICF

I migliori corsi riconosciuti dall’International Coaching Federation

Categorie

In primo piano

Il ricordo come monito: riflessioni nel Giorno della Memoria Crescita Personale

Il ricordo come monito: riflessioni nel Giorno della Memoria

Il Lager non è mai uscito dal mio cuore e dal mio cervello. Niente potrà riparare la ferita subita, ma sono convinta che noi ex ...
Leggi l'articolo →
Navigare tra le differenze del Coaching Career Coaching

Navigare tra le differenze del Coaching

“Il coaching è liberare il potenziale di una persona per massimizzarne la crescita.” John Whitmore Durante i periodi di cambiamento o transizione, nei periodi in ...
Leggi l'articolo →

Podcast

Scopri altri post

Iscriversi Scuola di Coaching Competenze del Coach

Perchè iscriversi alla scuola di Coaching di Life Coach Italy?

Una testimonianza di Simona Noceti, neo coach a conclusione del Master Advanced Coach Academy. Il testo che segue è tratto ...
Leggi l'articolo →
Vivere il qui ed ora Life Coaching

Vivere il qui ed ora: Il Segreto per una vita più serena.

Che accade quando si pensa  costantemente al futuro o si passa il tempo a rimuginare sul passato? Quanto tempo dedichiamo ...
Leggi l'articolo →
Il Benessere dei Dipendenti Oggi. Una priorità per le Risorse Umane Crescita Personale

Equilibrio e crescita: Integrare benessere emotivo e sviluppo personale.

Nell’avventuroso viaggio dell’auto-miglioramento, un elemento spesso trascurato, ma di vitale importanza, è il benessere emotivo. Questo aspetto è cruciale e ...
Leggi l'articolo →
Non perdere i prossimi articoli, resta aggiornato sul mondo del coaching.

Iscriviti alla Newsletter

"*" indica i campi obbligatori

Privacy
Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.