I VIZI VIRTUOSI

Emanuela si definiva un leone in gabbia

Approfondimento del video pubblicato su JOB24, canale lavoro del Sole24ore.com

Il coach è tenuto a seguire il proprio cliente riguardo i suoi obiettivi, ma onestamente sono rimasta un po’ spiazzata quando Emanuela, una manager di una multinazionale, mi ha detto di voler diventare egoista, cattiva e di voler rompere le regole. Lei si riteneva troppo buona, con un atteggiamento materno nei confronti dei suoi collaboratori, e spesso si prendeva in carico il lavoro che loro non riuscivano a svolgere. Inoltre, una sorta di timidezza, le impediva di essere diretta. Soprattutto davanti ai grandi capi non riusciva a mostrare opinioni contrastanti con loro, anche quando sarebbe stato utile ai fini professionali. C’era poi una certa insoddisfazione di fondo su vari aspetti della sua vita. Non si sentiva pienamente realizzata.

Si definiva un leone in gabbia. E anche nella vita privata aveva la tendenza a stare dietro a tutti e mettersi sempre in fondo alla lista delle esigenze.

L’ho seguita con fiducia sugli obiettivi che aveva definito.

1. Il significato del suo voler diventare egoista, si è tradotto nel ridefinire compiti e responsabilità. Ha iniziato a rimandare al mittente la tendenza a scaricarle questioni irrisolte. Davanti alle lamentele dei collaboratori, lei era un muro di gomma. Non risolveva più i problemi al loro posto, ma li stimolava a trovare soluzioni. Dopo un primo momento di smarrimento e panico da parte del suo team, oggi riconoscono tutti di essere cresciuti, sono più autonomi, responsabili e indipendenti. Mentre lei ha più tempo per portare avanti il suo lavoro, che era in perenne ritardo.

2. Per sviluppare la “cattiveria”, intendeva la capacità di mantenere l’attenzione sui risultati concordati, pretendendo il rispetto degli impegni e delle scadenze. Un atteggiamento che ha fatto crescere ulteriormente le persone, che non potendo più appoggiarsi al capo, hanno imparato a lavorare in modo più autonomo. Questo percorso l’ha resa più forte, più consapevole che in fondo basta poco per cambiare le cose. Ecco che la gabbia della leonessa è cominciata a scricchiolare.

3. Era il momento di “rompere le regole”, che ai suoi occhi voleva dire riuscire ad esprimere il suo pensiero e le sue opinioni, anche davanti ai grandi capi. Il nuovo atteggiamento e la sua libertà intellettuale è stata subito apprezzata dai superiori, ha mostrato le sue competenze e le sue idee hanno portato un contributo di qualità nei team meeting aziendali.

L’effetto indotto della nuova forza e sicurezza che ha cominciato a percepire in se, è stato quello di acquistare una moto per girare in città, azione sempre contrastata in famiglia, per timore del traffico urbano. Ma ormai era fatta.

Rompere quella regola, le ha permesso di dimezzare i tempi per andare in ufficio, di dedicarsi di più alle figlie e alla casa, di ritrovare lo spazio da dedicare a se stessa.

Grazie ai suoi vizi virtuosi, ha spezzato le catene della sua gabbia.

Giovanna Giuffredi

Tratto da: Coaching Time