Fidarsi o non fidarsi? La Generazione Z ricerca la verità.

Fidarsi o non fidarsi? La Generazione Z è alla ricerca di verità.

L’ascesa della Generazione Z ha segnato un cambio di paradigma nel modo in cui i giovani si rapportano al mondo.
Nati e cresciuti nell’era digitale, si sono trovati a navigare in una realtà che è al contempo iperconnessa e paradossalmente isolante.
In cui si è continuamente bombardati da messaggi pubblicitari e notizie che spesso si rivelano superficiali o addirittura false.
In cui “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio”.

Stanchi di questa sovrabbondanza mediatica, oggi i giovani cercano connessioni più profonde e personali. Vogliono essere ascoltati e compresi e non essere semplici destinatari passivi di una comunicazione unidirezionale.
Ricercano il dialogo, preferiscono conversazioni private, spazi sicuri dove possono esprimersi liberamente senza il timore di essere giudicati o manipolati.
Cercano verità, trasparenza e relazioni basate sulla fiducia

Un nuovo orizzonte di relazioni


In questo scenario, non a caso è cresciuta negli ultimi tempi la richiesta di coaching da parte dei giovani che cercano un porto sicuro, uno spazio o un’occasione per conversazioni autentiche, per un dialogo uno-a-uno che sottolinei la fiducia reciproca e la bontà di una comunicazione aperta e diretta.

Il coach si posiziona come un partner, come colui che ascolta senza giudizio e offre un supporto per stimolare processi di consapevolezza.
La relazione di coaching si basa su un dialogo sincero e aperto, dove la vulnerabilità diventa forza e il dubbio si trasforma in opportunità di crescita sia personale che professionale.

Personalizzazione e valori


Il coaching si adatta ai valori e agli obiettivi unici di ciascun individuo, diventa un viaggio condiviso verso la realizzazione di sé, un processo che si adatta ai cambiamenti e alle evoluzioni del singolo.
È un percorso stimolante che facilita passaggi delicati come la scelta degli studi ad esempio.

Il coach fornisce strumenti e prospettive che rispecchiano le aspirazioni personali, supportando i giovani nelle diverse sfide che la vita presenta: dalla ricerca dell’identità personale, alle scelte di carriera, alle dinamiche relazionali.

Affianca i giovani nell’affrontare queste questioni non in termini astratti, ma attraverso un dialogo mirato, un percorso autentico che li porta a sviluppare una comprensione di sé essenziale ad alimentare la propria motivazione e determinazione.
Instaura con loro un rapporto basato sulla tanto ricercata fiducia reciproca.

Coaching per il futuro


Il coaching rappresenta una boccata d’aria fresca e concreta.
Si dimostra efficace non solo nell’affrontare le sfide attuali, ma anche nell’equipaggiare la Generazione Z con le competenze necessarie per il loro futuro. 

Lord Cromwell diceva:

Se fate le stesse cose che avete sempre fatto, otterrete gli stessi risultati che avete sempre ottenuto.

Il Coach guida i giovani verso l’apprendimento di abilità come il pensiero critico, la gestione emotiva e la flessibilità cognitiva.
Li spinge a mettersi in gioco, ad uscire dalla propria comfort zone.
Li prepara ad essere resilienti e adattabili in un mondo in costante cambiamento.

IL coaching consente loro di ricordare che è impossibile correre veloci guardando indietro

Che ancorare le proprie emozioni a ciò che poteva essere, e non è stato, non fa che stimolare sentimenti di rancore, autocommiserazione, disagio. 

Stimola i giovani a vivere ogni attimo del presente con la piena consapevolezza che la propria forza interiore permetterà loro di realizzare il proprio potenziale.
Li invita a volgere sempre lo sguardo al futuro perché nel futuro ci sono i progetti e i sogni, nel presente la possibilità di porre le basi per realizzarli. 

Li porta ad abolire dal proprio vocabolario espressioni quali “vorrei ma non posso”, “ma ti pare che proprio io….” e a comprendere che proprio quei pensieri potrebbero sabotare il loro futuro.

W. James diceva:

Basta cambiare atteggiamento mentale per modificare la propria vita.

Conclusione


Il coaching si rivela come una ricca risorsa per la Generazione Z, fornendo un supporto su misura che incoraggia l’autenticità, la fiducia e la trasparenza e permette loro di mitigare le pressioni derivanti dalle aspettative accademiche e professionali, dalle sfide sociali e dagli ambientali globali.

In conclusione, in una società dove le relazioni autentiche diventano sempre più rare, il coaching offre un ritorno alle conversazioni significative e sostanziali che possono trasformare la vita dei giovani, equipaggiandoli di tutte quelle competenze e capacità utili ad affrontare con coraggio e chiarezza d’intento il loro futuro. 

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