COSA RENDE ECCELLENTE LA LEADERSHIP

Occorre puntare sul vantaggio competitivo di qualità e sul benessere umano, criteri dell’economia etica e sostenibile.

Si è appena concluso a Roma il Forum delle Eccellenze, organizzato da Performance Strategies. Sul palco si sono alternati relatori di fama mondiale: un antropologo, un neuroscienziato, una campionessa olimpica, un motivatore, un futurologo e ciascuno di loro, da vari punti di vista, ha viaggiato sul binario dei valori, del rispetto e del benessere collettivo.
Sembra davvero un linguaggio universale, in cui ciascuno può portare il proprio contributo.

Oggi si parla di Leadership culturale, basata sull’ affiatamento umano, su un pragmatismo win-win, su una strategia in cui il vantaggio del singolo è tale solo se lo è anche per la collettività.

Competenza, affidabilità, qualità umane, solidarietà, connesse con quella che Deepak Pant ha chiamato la “bellezza dei sentimenti”, sono ingredienti di una leadership di successo.

Se queste doti umane, sono sostenute da un pensiero orientato ai risultati, da una pianificazione strategica, dalla capacità di considerare lo scenario di riferimento con flessibilità, il successo può essere un risultato sostenibile . Contano anche il desiderio, la passione nel proprio impegno, la direzione da mantenere e un buon metodo. Un metodo che non è fatto solo di grandi strategie, ma anzi Deepak Pant richiama il valore del minimalismo di qualità, che affonda le radici nell’armonia e nella cultura, nelle relazioni sociali e affettive.

Occorre puntare sul vantaggio competitivo di qualità e sul benessere umano, criteri dell’economia etica e sostenibile.

La parola d’ordine è semplificare, ottimizzare. Pensiamo a quante occasioni ogni giorno possiamo avere per applicare tutto questo, a cominciare dal migliorare le relazioni umane e lavorative, ad un uso più consapevole della tecnologia, al contenimento dello scarto, alla comunicazione diretta e con minori giri di parole.

Sembra un’utopia, ma penso a un leader in carne e ossa, che sa essere specifico, integro, congruente, che dimostra fiducia e apertura nell’umanità ed esprime gratitudine.

E’ un Leader indiscusso sul piano internazionale, con le parole e con i fatti sta cambiando dall’interno il sistema che governa, sta rimettendo in discussione prassi e procedure consolidate. Richiama ai valori etici della finanza, in favore dell’umanità, per contrastare un’economia iniqua che uccide e crea divari profondi nella società. In 8 mesi, da quando è stato eletto, ha dimostrato grande congruenza e fedeltà ai principi della tradizione, ma anche una straorinaria apertura ad accogliere posizioni diverse, a rinnovare a decentrare e a dare più spazio alla presenza femminile in tutte le espressioni della vita sociale.

E’ un Leader che sa comunicare in modo diretto e incisivo, coinvolgente, toccando le corde della compassione e del cuore. Invita i suoi collaboratori a contenere la lunghezza dei loro interventi, a non tenere prediche giudicanti e moralistiche e ad accogliere le persone che vivono nelle periferie esistenziali.

E’ un Leader che dialoga e invita al dialogo, che lotta contro ogni discriminazione, che non teme il confronto, rispetta e onora chi professa una fede diversa dalla sua, dal “vero Islam” , ai figli di Israele. Ed esprime anche fiducia nella gestione del cosa pubblica, nella politica, che definisce una vocazione altissima alla ricerca del bene comune.

Nel nostro settore siamo spesso a caccia di modelli di leadership da proporre e seguire, ma a oggi non riesco a trovare un Leader più moderno, attuale e visionario di Papa Francesco Bergoglio, che in un documento programmatico (l’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”), indica in modo pragmatico la strada del benessere collettivo.

Giovanna Giuffredi

Tratto da: Coaching Time

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