Coaching e Psicoterapia. Quando e come indirizzare un cliente alla terapia. Linee guida per i Coach.

Coaching e Psicoterapia. Quando e come indirizzare un cliente alla terapia. Linee guida per i Coach.

L’efficacia del Coaching 


L’efficacia del coaching è dimostrata da varie ricerche e studi che evidenziano i suoi benefici tangibili in vari ambiti.

Secondo gli ultimi ICF Global Consumer Awareness Studies, più del 80% degli individui che hanno ricevuto coaching hanno notato miglioramenti nelle performance lavorative, nelle relazioni e nella comunicazione efficace.
Il coaching aziendale porta a un aumento del 70% nel lavoro di squadra e del 61% nella soddisfazione lavorativa.

  1. Ritorno sull’Investimento (ROI): il Coaching offre un elevato ritorno sull’investimento per le organizzazioni. Un’indagine condotta dall’ICF e dalla Human Capital Institute ha rilevato che il 51% delle organizzazioni che hanno un programma strutturato di Coaching segnalano un ROI più elevato rispetto a quanto spendono per il Coaching.
  2. Sviluppo Personale e Professionale: il Coaching supporta efficacemente lo sviluppo personale e professionale. I clienti che hanno sperimentato il Coaching riportano una maggiore chiarezza negli obiettivi, miglior autostima e una migliore capacità di affrontare le sfide lavorative e personali.
  3. Miglioramento del Benessere Emotivo: il Coaching contribuisce al miglioramento del benessere emotivo, inclusa la riduzione dello stress e un miglioramento dell’equilibrio vita-lavoro.
    I clienti spesso riportano una maggiore resilienza e una migliore gestione delle situazioni di stress dopo aver seguito un percorso di Coaching.

Questi dati, raccolti attraverso studi e ricerche a livello globale, indicano chiaramente che il Coaching non solo ha un impatto positivo sulle capacità individuali e di leadership, ma anche su aspetti più ampi come la produttività organizzativa e il benessere personale.

I disturbi psichici sono in aumento


Il Coaching, nonostante i benefici dimostrati, non è una panacea.
Occorre conoscerne il valore, e anche i limiti, per poterlo utilizzare in modo corretto e funzionale.
È soprattutto responsabilità del Coach sapersi muovere entro questi confini.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha evidenziato un incremento crescente della depressione, degli stati d’ansia e dei disturbi mentali dovuti allo stress, ormai tra le principali cause dei problemi di salute a livello globale.
Ciò indica che un Coach ha maggiori possibilità di incontrare un cliente con disturbi mentali rispetto al passato.

Quali sono le differenze fondamentali tra Coaching e Psicoterapia?


Il Coaching 


È una relazione professionale alla pari, si configura come una partnership

Il Coach:

  1. affianca il cliente attraverso una conversazione riflessiva, sostenendolo nel prendere o accelerare decisioni sui cambiamenti della vita, sviluppare azioni personali per apportare tali cambiamenti e implementare un piano d’azione, attraverso variazioni comportamentali e nuove strategie sostenibili.
  2. sostiene e incoraggia il cliente a definire e mantenere il focus verso gli obiettivi e i risultati personali o professionali, aiutandolo a prendersi la responsabilità verso se stesso e i suoi impegni.
    È il cliente a stabilire l’agenda del Coaching e il successo del percorso dipende dalla stessa volontà del cliente nel definire un piano di sviluppo, assumersi dei rischi e sperimentare con impegno nuovi approcci. 
  3. si concentra sul presente e sul futuro, considera il passato, solo come fonte di apprendimenti.
    Non esplora argomenti sensibili senza il permesso del cliente e non entra mai in aspetti legati al malessere o al disagio psichico.
    II coach non diagnostica, non interpreta né offre trattamenti per problemi di salute mentale.
    Il  Coach fa emergere e potenzia le risorse e le competenze che il cliente già possiede, nonché lo facilita nell’identificare altre risorse utili per raggiungere i suoi  obiettivi. 
  4. usa domande dirette e feedback costruttivi per ampliare prospettive, non insegna, non offre suggerimenti o consigli, né si pone come un modello di riferimento.
    Se il Coach non coglie progressi e, se il Coaching non funziona come previsto, concorda con il cliente come proseguire diversamente o se scegliere un altro professionista. 
La psicoterapia


La psicoterapia rientra tra le professioni sanitarie. 
Il suo ruolo principale è identificare, diagnosticare e trattare i disturbi nervosi, mentali e comportamentali, problemi emotivi profondi, disagio psichico e questioni irrisolte del passato

Gli obiettivi includono l’alleviamento dei sintomi, la comprensione delle dinamiche di personalità sottostanti che creano i sintomi, il cambiamento dei comportamenti disfunzionali che sono il risultato di questi disturbi e l’aiuto ai pazienti ad affrontare i loro problemi psicologici. 

I terapeuti si trovano spesso a seguire pazienti emotivamente vulnerabili che discutono di informazioni personali molto intime ed espongono sentimenti su se stessi verso cui sono comprensibilmente sensibili. 

Questi fattori conferiscono agli psicoterapeuti la responsabilità di stabilire quali aspetti sia più utile esplorare, in che modo e a quale livello di profondità.

Quale è il ruolo del Coach quando coglie segnali di alert? 


Il Coach ha la responsabilità di riconoscere i limiti del Coaching e sapere quando è opportuno fare un passo indietro con un cliente e segnalare l’opportunità di rivolgersi a un professionista della salute mentale.

Un punto del Codice Etico di ICF specifica che il Coach:”

deve essere attento ai segnali che potrebbero indicare che è mutato il valore ricevuto dal cliente nella relazione di coaching. Se ciò si dovesse verificare, deve modificare la relazione o invitare il/i Cliente/i e Sponsor a cercare un altro coach, un altro professionista o di usare un metodo diverso.

Esempio 1


Un caso di un cliente che lotta contro la procrastinazione a causa di ansia non diagnosticata.

Indicazione:  riferimento alla terapia

Perché indirizzare alla terapia?
 
Prima di tutto per questioni di Etica Professionale.
I Coach devono riconoscere quando un problema è al di fuori della loro competenza.
Inoltre, riconoscere e segnalare tempestivamente un problema, può migliorare in modo significativo gli esiti della salute mentale del cliente.

Quali sono i segnali di allarme?
 
I cambiamenti comportamentali, cambi di umore repentini, difficoltà nelle funzioni quotidiane, mancanza di progresso nel Coaching, la tendenza a tornare costantemente verso situazioni irrisolte del passato. 
E certamente i disturbi come ansia, depressione, disturbi alimentari, stress post traumatici, abuso di sostanze tossiche, cambiamenti d’umore, declino delle prestazioni, ritiro sociale, idee suicide.

Esempio 2 


Un cliente mostra segni di depressione come perdita di interesse nelle attività quotidiane o espressioni di disperazione.

Indicazione:  riferimento a un consulto e alla terapia.

Nel dubbio, a chi rivolgersi?
Consideriamo che è solo un presupposto del Coach che il Cliente abbia bisogno di una psicoterapia. Il Coach non ha le qualifiche per emettere alcuna diagnosi come una depressione o stati d’ansia. È in ogni caso necessario concordare con il cliente di consultare uno specialista di base prima di richiedere un intervento specifico, evitando di limitarsi all’auto-diagnosi, auto-riferimento e auto-trattamento.
Se il coach è in dubbio sui segnali che coglie, non deve esitare a consultare un Mentor Coach o un professionista della salute mentale per avere una valutazione chiara dei sintomi individuati.

Come agire con il Cliente? 

Iniziare la conversazione con sensibilità, esprimendo preoccupazione e cura per il benessere del cliente, con l’obiettivo di non far sentire il cliente in difetto o giudicato. È fondamentale essere specifici, menzionando comportamenti o cambiamenti osservati. È importante che il Coach ponga domande aperte e ascolti attivamente le risposte del cliente. 
Chiarire che in molte circostanze Coaching e Psicoterapia possono avvenire contemporaneamente. I
n questo caso è utile che i due professionisti ne siano a conoscenza.

Se il cliente non riconosce il suo disagio? 

Mantenere la comunicazione aperta e permettere al cliente di tornare sull’argomento in futuro.
Continuare a supportare il cliente, rispettando la sua decisione e monitorare i segnali per verificare se quelle del Coach sono solo impressioni passeggere o meritano un approfondimento con un altro specialista.
Sottolineare l’autonomia decisionale del Cliente. 

Esempio 3


Un cliente decide di non seguire il consiglio immediatamente, ma torna dopo alcune settimane per chiedere riferimenti.

Se la situazione si fa grave? 

Il Coach deve essere preparato a gestire qualunque situazione di emergenza, contattando i Servizi preposti. 

Il Codice Etico ICF richiama la responsabilità del Coach nel:

riconoscere i suoi limiti personali o le circostanze che potrebbero pregiudicare, o entrare in conflitto o inferire con le sue prestazioni di Coaching o con le sue relazioni di Coaching professionale.
Il Coach è tenuto a chiedere supporto per identificare le azioni da intraprendere e, se necessario, cercare prontamente una guida professionale adeguata.
Ciò può includere la sospensione o l’interruzione della  relazione di Coaching.

Quali indicatori sono utili per continuare o meno il Coaching?


Qualche buona domanda permette al Coach di valutare con il cliente se è il caso di continuare con il Coaching o passare ad altro specialista:

  • Il Coaching funziona? 
  • Si colgono progressi rispetto all’inizio del percorso?
  • Si notano concreti benefici?  
  • Ci sono aree importanti della vita del cliente compromesse? 

Se la vita del Cliente, pur avanzando con i risultati attesi con il Coach, presenta gravi disfunzionalità a causa di dipendenza o altro, non è etico continuare a lavorare senza affrontare l’argomento.

Come rispettare privacy e riservatezza?


Nel rispetto della normativa vigente, il Coach deve proteggere qualsiasi informazione ottenuta durante l’incarico di Coaching a meno che non venga dato il consenso al rilascio e a meno che non colga segnali di pericolo per la salute del cliente o del contesto sociale.

Conclusioni


Tra Coaching e psicoterapia ci sono differenze sostanziali

Sebbene sia il Coaching che la psicoterapia utilizzino competenze e conoscenze relative ai comportamenti umani e alla motivazione ai cambiamenti comportamentali, ci sono grandi differenze nell’approccio, negli obiettivi, nel focus e nel livello di responsabilità professionale. 

Anche se è simile a una terapia focalizzata sulla soluzione, il Coaching, tuttavia, non scava le cause di un problema e rimane concentrato sulle possibilità verso una “soluzione” del cliente.
Il Coach è un facilitatore di benessere, non agisce come terapeuta e non ha alcuna intenzione riparativa.

A causa di queste differenze, i ruoli di Coach e Psicoterapeuta sono spesso in potenziale conflitto, quindi se un professionista possiede ambedue le competenze, è fondamentale distinguere nettamente i due approcci.  Il Coach, non può essere anche il terapista del proprio cliente.  

Per approfondire


Se volete approfondire, vi segnaliamo il documento “Referring a Client to Therapy: A Set of Guidelines” di ICF.
È un testo che fornisce linee guida complete su quando e come un Coach dovrebbe indirizzare un cliente alla terapia. Questo testo è cruciale per i Coach che desiderano operare con responsabilità e sensibilità alle esigenze di salute mentale dei loro clienti.

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