AFFRONTARE GLI ESAMI: TECNICHE PER RICORDARE MEGLIO (SECONDA PARTE)

Se l’obiettivo è superare un esame, possono esserci rischi di successo, in quanto il risultato non è sotto il totale controllo del candidato. Ma se l’obiettivo è sfruttare al meglio le proprie capacità, sviluppando un metodo di studio efficace e trovando le migliori strategie personali, allora dipende solo dalla responsabilità e dall’impegno del candidato. Se poi si riflette sul senso e sul significato di superare l’esame, è possibile attivare le leve motivazionali.

Cosa c’è oltre la prova da sostenere? Una bella vacanza? Un primo passo per realizzare la propria autonomia? Un modo per celebrare il valore della libertà, per crescere professionalmente? Qualunque risposta può essere una buona leva da applicare allo sviluppo di eventuali tecniche per migliorare l’apprendimento.

Le mnemotecniche

La memoria fonda le sue radici sui cinque sensi, sulle emozioni e sulle associazioni.

Sensi attivi

Se vogliamo scoprire quale è il nostro canale sensoriale privilegiato attraverso il quale apprendiamo e ricordiamo con più facilità, possiamo provare a fare un semplicissimo esercizio. Chiudiamo gli occhi e proviamo ad immaginare un cane.

Certamente ognuno avrà visualizzato con gli occhi della mente senza difficoltà un cane, ma come siamo arrivati alla nostra immagine? Molti avranno solo visto il cane in movimento o statico come in una fotografia. Altri avranno ricordato anche il suono del cane che abbaia o che guaisce. Altri ancora avranno addirittura evocato le sensazioni tattili che si provano quando il cane fa le feste o lecca la mano o quando si accarezza il suo pelo.

I primi hanno utilizzato maggiormente la memoria visiva come l’85% delle persone. I secondi, anche la memoria auditiva (circa il 10% delle persone), mentre il restante 5%, la memoria cinestesica, ricordando semmai anche l’odore del cane. Se si vogliono sfruttare queste capacità nello studio si possono seguire tecniche e strategie adeguate .Mettendo in pratica tutte queste strategie, e altre ancora, si potenzia la propria capacità di apprendimento del 100%.

Associazioni

Il ciclo dell’apprendimento passa per la fase dell’acquisizione, dell’elaborazione e poi dell’assimilazione. Le nuove informazioni vengono inevitabilmente associate a quelle ormai acquisite e il processo cognitivo porta a un livello superiore di apprendimento, quando viene rielaborato criticamente il nuovo contenuto.

Quanto maggiore è personalizzata questa fase, tanto più risulta efficace il ricordo dei nuovi contenuti. In sintesi si tratta di farsi delle domande, di incuriosirsi, di trarre ipotesi o deduzioni. Certamente il ripasso è determinante non solo per rinforzare i contenuti già assimilati, ma anche per ricordare i nuovi. Così come è altrettanto utile fare associazioni e collegamenti trasversali tra le varie discipline.

Il gioco delle emozioni

Il ricordo associato alle emozioni è inossidabile, più durevole nel tempo. Ma come è possibile indurre artificialmente un’emozione quando si studia? Giocando ad esempio con l’immaginazione, cercando di associare al testo immagini quanto più buffe, grottesche, esasperate, tanto da suscitare in sé una qualche sensazione.

Inoltre l’atteggiamento stesso che si prova aprendo i libri può giocare a favore o a sfavore. La noia, l’insofferenza creano emozioni negative, di rifiuto. L’interesse, il voler scoprire, la curiosità, l’aspettativa, creano un terreno favorevole allo sviluppo di emozioni positive e sono dei veri e propri facilitatori dell’apprendimento.

Lo studente che davanti al libro di testo ha la sensazione di leggere senza ricordare nulla. è probabile che abbia un atteggiamento passivo, negativo verso i libri. Una tecnica semplice per migliorare il rendimento dello studio è attivare una sorta di dialogo interiore con il libro, cercando le parole chiave, il senso delle parole, spunti di riflessione, attivando la curiosità di scoprire nuovi contenuti o collegamenti con altre materie, ad esempio. Un atteggiamento quindi più attivo, che dipende dalla disponibilità del lettore.

Quale senso preferisci? Scegli le tue strategie di apprendimento:

Visivo: schemi, sintesi, grafici, mappe concettuali, disegni, immagini, uso di evidenziatori colorati, post-it, rappresentazioni simboliche, mappe mentali, ecc.

Auditivo
: ascolto attivo, registrazione delle lezioni, ripetizioni ad alta voce, ecc.

Cinestesico
: sottolineature del testo, appunti personali, esperienze concrete, esperimenti, costruzione di mappe mentali, ecc.

Giovanna Giuffredi

Tratto da: Coaching Time

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